|
|
|
|
|
|
Una mattina, verso le ore dieci vennero in classe il padre Comboniano Gonzales e l'operatore Leo. Discutemmo per circa due ore dell'Africa in generale, dei suoi problemi, le sue culture, religioni e tipo di alimentazione. Tutti trovammo molto interessante discutere con fratello Gonzales e Leo che ci fecero capire come la vita in Africa è complessa in particolare per le persone che vivono nei villaggi dove c'è scarsità di mezzi e strumenti. Loro risposero a tutte le nostre domande senza problemi, e Frate Gonzales ci raccontò del suo volontariato come professore in Sudan. Gonzales
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
ci disse che purtroppo il Sudan è un paese pieno di problemi a causa di una guerra finita solo da pochi anni. Nonostante tutto però i bambini africani, a differenza nostra, a scuola si impegnano tantissimo e alcuni vi si recano a piedi ogni mattina, giungendo anche da molto lontano. Inoltre non dispongono ciascuno di un banco come noi ma sono costretti a riunirsi in dieci o anche più intorno ad un banco per studiare. Invece Leo ci raccontò delle tradizioni dell'Africa , tra cui ci colpi quella del ballo nei momenti di festa. Ci disse che il ballo per loro è qualcosa che fa parte del
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
la loro vita. Un'altra domanda fu quella sulle religioni più praticate: Leo disse che le più diffuse, oltre al Cristianesimo, sono la Mussulmana nel Nord-Africa e l'Animista( cioè il culto di credere nelle cose) . Leo poi ci invitò a dire ognuno tutte le parole più terribili riferite agli Africani così come sentivamo per strada, e tra queste uscirono delle parole che fanno male anche a scriverle. Concludemmo il discorso cantando alcune canzoni tradizionali africane, e concludemmo dicendo che non saremo più razzisti con una persona diversa da noi. Classe III C
|
|
|
|
|
|